Il Gutturnio è uno dei vini più rappresentativi dell’Emilia-Romagna, in particolare delle colline piacentine, dove nasce dalla felice unione di due vitigni autoctoni: Barbera e Croatina (nota localmente come Bonarda). Questo vino, poco conosciuto al di fuori dei confini regionali fino a pochi decenni fa, sta vivendo una nuova giovinezza grazie all’interesse di viticoltori innovativi e alla crescente attenzione verso i prodotti autentici del territorio.
Con le sue diverse espressioni — frizzante, fermo e riserva — il Gutturnio riesce a interpretare sia la tradizione contadina sia l’evoluzione moderna del gusto, offrendo una varietà di stili che soddisfano tanto gli amanti del vino conviviale quanto i palati più esigenti.
Nel corso di questo articolo, analizzeremo le origini storiche del Gutturnio, le sue caratteristiche organolettiche, le tipologie oggi disponibili e i migliori abbinamenti gastronomici, per fornire al lettore un quadro completo di un vino che rappresenta un perfetto equilibrio tra memoria e innovazione.
Le radici storiche del Gutturnio: un vino antico dal cuore emiliano
Il Gutturnio è un vino che affonda le sue radici in una tradizione millenaria, profondamente legata al territorio delle colline piacentine, in Emilia-Romagna. Le sue origini risalgono addirittura all’epoca romana, come dimostra il nome stesso: Gutturnium era infatti il nome del calice d’argento che i patrizi romani utilizzavano durante i banchetti per servire il vino. Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, menziona i vini del territorio piacentino come “forti e generosi”, e secondo alcuni studiosi si riferiva proprio a progenitori del Gutturnio moderno.
Il primo riconoscimento ufficiale del Gutturnio come denominazione avviene nel 1967, quando ottiene la DOC (Denominazione di Origine Controllata), una delle prime in Italia. Questo importante traguardo sancisce il valore qualitativo del vino e la volontà di tutelarne l’identità storica. Da allora, la produzione del Gutturnio si è evoluta sia dal punto di vista enologico che culturale.
Il Gutturnio nasce dall’assemblaggio di due vitigni autoctoni, la Barbera, che apporta acidità e struttura, e la Croatina (localmente chiamata Bonarda), che conferisce morbidezza, colore e tannini vellutati. Questa unione di vitigni è frutto della saggezza contadina, che già in tempi antichi intuì come l’equilibrio tra queste due uve potesse dar vita a un vino versatile e conviviale.
Negli ultimi decenni, il Gutturnio ha vissuto una nuova fase di valorizzazione grazie a produttori dinamici e consapevoli, che hanno investito in qualità, selezione clonale e tecniche di vinificazione moderne. Questo ha portato alla nascita di versioni più complesse e strutturate, come il Gutturnio Superiore e il Gutturnio Riserva, che affiancano con successo la storica versione frizzante.
“Il Gutturnio è l’espressione più autentica del nostro territorio: un vino che racconta l’Emilia con ogni sorso, fatto di carattere, genuinità e convivialità” — afferma Manuel Ghilardelli, presidente del Consorzio Tutela Vini DOC Colli Piacentini.
Oggi il Gutturnio rappresenta un vero e proprio patrimonio culturale e gastronomico dell’Emilia-Romagna, simbolo della capacità di un territorio di coniugare tradizione e innovazione senza mai perdere la propria anima contadina.

Le caratteristiche organolettiche del Gutturnio: struttura, profumo e varietà
Il vino Gutturnio si distingue per un profilo organolettico ricco e variegato, in grado di adattarsi a molteplici stili di vinificazione. Frutto dell’unione tra Barbera e Croatina, questo vino assume caratteristiche peculiari a seconda del metodo di produzione, ma conserva sempre una personalità decisa, territoriale e autentica.
Colore, profumo e gusto
Alla vista, il Gutturnio si presenta generalmente con un colore rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei nelle versioni più giovani. La trasparenza varia a seconda dello stile: i vini frizzanti mostrano maggiore brillantezza, mentre i Gutturnio Superiore e Riserva offrono una maggiore concentrazione cromatica.
All’olfatto, si distingue per note fruttate e floreali, con sentori di:
-
Ciliegia matura
-
More di rovo
-
Rosa canina
-
Leggere sfumature speziate (soprattutto nelle versioni invecchiate)
Al palato, il Gutturnio offre una sensazione di freschezza ben bilanciata dalla morbidezza tannica. La Barbera apporta acidità vivace e tensione gustativa, mentre la Croatina regala rotondità, corpo e una tessitura tannica gentile. I risultati cambiano però sensibilmente in base alla tipologia prodotta.
Le diverse tipologie di Gutturnio
Esistono oggi diverse espressioni di Gutturnio, ognuna con specifiche caratteristiche organolettiche:
-
Gutturnio Frizzante
La versione più tradizionale e popolare. Si distingue per una spuma vivace, una freschezza marcata e note fragranti di frutta rossa. Perfetto da bere giovane, è il compagno ideale della cucina piacentina. -
Gutturnio Superiore
Vino fermo, affinato per almeno sei mesi. Offre una maggiore struttura e complessità aromatica, con sfumature di liquirizia, tabacco e frutti neri. Il sorso è più pieno, avvolgente e persistente. -
Gutturnio Riserva
La versione più pregiata e longeva, sottoposta a un affinamento minimo di 24 mesi, di cui almeno 6 in botti di legno. Al naso emergono note evolute di cuoio, pepe nero e amarena sotto spirito. Al gusto si presenta strutturato, armonico e caldo, con un potenziale di invecchiamento importante.
Questa pluralità stilistica rende il Gutturnio un vino capace di rispondere alle diverse esigenze del consumatore moderno, dal bevitore quotidiano al degustatore esperto.
“Il Gutturnio è un vino a più voci, che riesce a raccontare la convivialità dell’Emilia ma anche la sua eleganza. È uno dei pochi rossi italiani che possono essere frizzanti senza perdere dignità” — afferma Luca Maroni, analista sensoriale e autore dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani.
In sintesi, il Gutturnio è un vino versatile, territoriale e sorprendente, capace di adattarsi al tempo e alle tavole con identità inconfondibile.
Abbinamenti gastronomici e consigli di servizio: il Gutturnio in tavola
Uno dei punti di forza del Gutturnio è la sua straordinaria versatilità gastronomica. Grazie alla sua struttura e alle sue diverse interpretazioni – dal frizzante al riserva – può accompagnare una vasta gamma di piatti della cucina emiliana e non solo, rendendolo un compagno ideale in molteplici occasioni.
Temperatura di servizio e consigli pratici
Per apprezzarne appieno le caratteristiche organolettiche, è fondamentale servire il Gutturnio alla giusta temperatura:
-
Gutturnio Frizzante: 12–14 °C
Ideale leggermente fresco, per esaltarne la vivacità e la freschezza. -
Gutturnio Superiore: 16–18 °C
Una temperatura più moderata ne favorisce la pienezza gustativa e gli aromi evoluti. -
Gutturnio Riserva: 18–20 °C
Va ossigenato in un calice ampio, per consentire una migliore espressione delle sue note terziarie.
Si consiglia l’apertura della bottiglia almeno 30 minuti prima del servizio per le versioni Superiore e Riserva.
Abbinamenti consigliati
Il Gutturnio si sposa magnificamente con molti piatti della tradizione piacentina e dell’Emilia-Romagna, grazie alla sua combinazione di acidità, morbidezza e tannino. Di seguito una guida agli abbinamenti più riusciti, suddivisi per tipologia di vino:
Gutturnio Frizzante
-
Salumi tipici piacentini: coppa, pancetta, salame
-
Torte salate rustiche: erbazzone, focacce ripiene
-
Pasta fresca con sughi semplici: tagliolini al pomodoro, lasagne leggere
-
Formaggi a media stagionatura: caciotta, taleggio
Gutturnio Superiore
-
Piatti di carne al forno: arrosti di maiale, anatra, agnello
-
Paste al ragù di cinghiale o lepre
-
Formaggi stagionati: grana padano, pecorino semistagionato
-
Polenta con funghi o sughi di carne
Gutturnio Riserva
-
Brasati e stufati: manzo al Gutturnio, coda alla vaccinara
-
Piatti di selvaggina: fagiano, cervo, capriolo
-
Parmigiano Reggiano stagionato 36 mesi o più
-
Cioccolato fondente (abbinamento audace ma intrigante)
“Il Gutturnio, nelle sue molteplici espressioni, ha una duttilità che pochi rossi italiani possono vantare. Dai salumi alle lunghe cotture, sa sempre trovare il suo spazio a tavola.” — Giovanni Pelizzari, sommelier e docente FISAR.
In conclusione, il Gutturnio è un vino conviviale, gastronomico e territoriale, capace di valorizzare le eccellenze della cucina emiliana e di stupire anche in abbinamenti più audaci, grazie al suo carattere generoso e alla sua autenticità.

